La
centrale termoelettrica di Pozzilli della Energonut,
è classificata come Impianto Alimentato da
Fonti Rinnovabili (IAFR) secondo le definizioni
del Decreto Legislativo 16 Marzo 1999 n. 79 e del
Decreto Legislativo 29 Dicembre n. 387, nonché
come impianto di coincenerimento ai sensi del Decreto
Legislativo 11 Maggio 2005, n. 133, quest’ultimo
in attuazione della Direttiva Europea 2000/76/CE,
in quanto specificamente dedicato alla produzione
di energia elettrica.
La centrale attuale è il risultato del rifacimento
del preesistente impianto ubicato nello stesso sito
e disattivato alla fine del 2005 in conformità
alle disposizioni del decreto 16/03/99 n. 79 ai
fini dell’ottenimento della qualifica IAFR
da parte del Gestore del Sistema Elettrico (GSE)
e comportante un adeguato miglioramento delle prestazioni
energetiche ed ambientali ai sensi del Decreto Ministeriale
11/11/1999.
Tale rifacimento ha comportato la sostituzione della
caldaia di produzione del vapore e del gruppo turbina-alternatore-condensatore
ed ha di fatto richiesto un approfondito e sistematico
riesame di tutti i criteri di progettazione e di
costruzione alla luce delle più recenti normative
gestionali ed ambientali, tra cui le disposizioni
di cui al D. Lgs. 11 maggio 2005, n. 133, nonché
delle esperienze proprie della Energonut e di quelle
maturate nei gruppi industriali di appartenenza
(Veolia e CNIM) con particolare riferimento a:
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griglia e camera di combustione; |
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materiali costituenti la camera di combustione
e le sezioni di surriscaldamento; |
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- l’intero sistema di trattamento dei
fumi; |
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il sistema di rilevazione, registrazione e controllo
delle emissioni in atmosfera. |
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Il complesso dei criteri costruttivi e delle scelte
tecnologiche è rigorosamente coerente con
gli standard internazionali che identificano le
migliori tecnologie disponibili (BAT – Best
Available Techniques).
L’impianto Energonut è composto dalle
seguenti sezioni principali.
1) Ricevimento e stoccaggio dei rifiuti.


I rifiuti combustibili pervengono all’impianto
normalmente a mezzo di automezzi specificamente
attrezzati ed autorizzati. Si sta anche esaminando
la possibilità di gestire la logistica a
mezzo ferrovia dal momento che il sistema di servizio
all’interno del Consorzio Industriale di Isernia
– Venafro, dove è ubicata l’Energonut,
consente, in linea di principio, di adottare tale
soluzione.
Il materiale in ingresso viene identificato e registrato
secondo le procedure di legge e sottoposto ad un
esame preliminare per verificarne la conformità
alle specifiche secondo le procedure interne di
gestione e controllo in linea con le norme ISO 14001
ed EMAS.
Se riconosciuto idoneo e conforme alle caratteristiche
chimico-fisiche e merceologiche prefissate, il prodotto
viene scaricato, previa pesatura su bilico, all’interno
del deposito all’uopo dedicato.
Il deposito è costituito da una struttura
in cemento armato di 2200m2, completamente chiusa
e dotata di un sistema di estrazione di aria che
assicura un ricambio orario adeguato al volume del
deposito assicurando così le migliori condizioni
ambientali.
Inoltre l’aria primaria di combustione viene
prelevata direttamente all’interno del deposito
assicurando in tal modo che dallo stesso non si
verifichi alcuna dispersione nell’ambiente
circostante di odori o sostanze volatili.
Il deposito è completo di impianto antincendio
ed è sottoposto a presidio continuo sia da
parte del personale che opera sui mezzi d’opera
sia mediante telesorveglianza dalla sala centralizzata
di controllo.
Il materiale viene distribuito all’interno
della struttura per mucchi ordinati e separati secondo
i criteri di massima prudenza e razionalità.
Il CDR viene immagazzinato esclusivamente all’interno
del deposito: le biomasse, se non ospitate nella
struttura, vengono disposte sotto una tettoia per
preservarle dalle precipitazioni atmosferiche.
All’interno del deposito opera, su turni continui
per 24 ore, un addetto con pala gommata per l’ordinato
accatastamento del combustibile, la miscelazione
ed il caricamento sulla tramoggia che inoltra i
combustibili al sistema di convogliamento verso
la griglia di combustione.
2) Caldaia per la produzione del vapore.


La caldaia è il complesso in cui l’energia
termica sviluppata dalla combustione viene utilizzata
per trasformare l’acqua in vapore surriscaldato,
ad alta pressione e temperatura, che va ad azionare
una turbina a vapore accoppiata ad un generatore
elettrico.
La caldaia dell’impianto di Pozzilli, della
potenza termica di 47 MWt è costituita da
una griglia Martin su cui viene fatto bruciare il
combustibile: la parte gassosa della combustione,
i cosiddetti fumi, ad alta temperatura effettua
un primo percorso ascendente nella camera di combustione
costituita da pareti continue di tubi affiancati
e collegati da membrane percorsi da acqua in fase
di trasformazione in vapore. La temperatura dei
fumi nella zone più calda non è mai
inferiore a 1.100 gradi centigradi ed in ogni caso
è garantita la permanenza ad una temperatura
superiore a 1.100 gradi per almeno due secondi in
conformità alle norme vigenti: ciò
consente di impedire la formazione di prodotti gassosi
nocivi quali diossine e furani.
Successivamente i fumi percorrono altre quattro
zone scambiatrici di calore a sviluppo verticale
nelle quali, cedendo progressivamente il proprio
calore, consentono di portare il vapore al livello
di temperatura e pressione per l’immissione
in turbina ed al contempo di preriscaldare l’acqua
che, in ciclo chiuso, viene avviata alla caldaia.
I residui solidi della combustione sono costituiti
dalle ceneri raccolte sulla griglia e da quelle,
più leggere, trascinate dai fumi insieme
alle particelle incombuste e raccolte lungo il percorso
in caldaia fino al filtraggio finale in un apposito
sistema di filtri.
3) Gruppo Turboalternatore.


E’ costituito da un complesso turbina a vapore
– alternatore – condensatore.
La turbina a vapore, del tipo multistadio con tre
spillamenti, trasforma l’energia del vapore
ad alta pressione/temperatura in energia meccanica;
in pratica è un motore che è accoppiato
ad un generatore elettrico trifase.
Il vapore che ha azionato la turbina viene scaricato
in uno scambiatore di calore, il condensatore, raffreddato
ad acqua dove ritorna allo stato liquido ed inviato
di nuovo alla caldaia in ciclo chiuso.
L’alternatore trifase, con eccitazione del
tipo a diodi rotanti, completo di sistema di raffreddamento
ad acqua, è accoppiato alla turbina a mezzo
di riduttore meccanico di velocità.
4) Impianto elettrico.


L’energia elettrica prodotta dall’alternatore
a 6kV viene trasformata a 20kV e quindi immessa
nella rete dell’ENEL.
Parte dell’energia viene assorbita dalla stessa
centrale per azionare i propri servizi ausiliari
: pompe, sistemi di trasporto e di raccolta, ventilatori
di aria, estrattori di fumi.
La potenza elettrica netta disponibile per l’immissione
in rete è pari a 11,5 MW.
5) Trattamento dei fumi e monitoraggio delle
emissioni.

Una cura particolare è stata posta nella
progettazione e nelle metodologie gestionali dei
sistemi di trattamento dei fumi e di monitoraggio
delle emissioni in conformità alle norme
di cui al D.Lgs. 11/05/2005 n. 133 ed in attuazione
della direttiva europea 2000/76/CE in materia di
incenerimento di rifiuti.
Il sistema di trattamento comprende:
-
iniezione di urea in camera di combustione
per il contenimento delle emissioni di NOx; |
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iniezione di bicarbonato di sodio e carboni
attivi all’uscita dei fumi dall’economizzatore
per il contenimento delle emissioni acide
(HCl e SO2) e dei metalli pesanti; |
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-
filtrazione finale per trattenere le polveri
trascinate dai fumi prima dell’inoltro
al camino. |
6)
Impianti ausiliari.
La sommaria descrizione riportata va integrata da
tutti gli impianti ausiliari indispensabili per:
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- gli azionamenti meccanici; |
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- il raffreddamento dell’acqua nel circuito
del condensatore: torri di refrigerazione
che danno luogo alla caratteristica emissione
di vapore in atmosfera; |
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-
gli impianti di demineralizzazione dell’acqua
per il circuito vapore e di trattamento per
il circuito refrigerante; |
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| -
la produzione di aria compressa; |
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la raccolta delle ceneri; |
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| -
i sistemi di misura e protezione; |
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| -
i sistemi automatici di controllo e di gestione
di processo. |